mercoledì 23 novembre 2011

23 novembre - 90 secondi di terrore

Domenica 23 novembre di 31 anni fa. Balvano è un piccolo comune della provincia di Potenza, in Basilicata, al confine con la Campania. Tutti sono intenti a godersi il giorno di festa: chi gioca, chi si prepara per la sera, chi svolge attività domestiche... Ma c'è anche chi studia e chi svolge il proprio lavoro, come il parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, che si prepara a celebrare la Messa delle 19:00.
In Chiesa si sono radunate molte persone, e tanti sono i bambini e i ragazzi in attesa della celebrazione eucaristica. Probabilmente essi non sanno, o forse ancora non glielo hanno raccontato, che il loro paese è noto, purtroppo, per essere stato teatro del più grave incidente ferroviario della storia d'Europa: appena 36 anni prima, una cifra mai del tutto definita di esseri umani (sicuramente più di 500) trovarono la morte nella "galleria delle Armi", dove il treno merci sul quale si erano rifugiati clandestinamente per fuggire dagli orrori della guerra e cercare altrove la speranza di una nuova vita, slittò sui binari bloccandosi nella galleria e sprigionando nell'aria una grande quantità di monossido di carbonio, che entrò nei loro polmoni durante il sonno.
I ragazzi partecipano alla celebrazione ignari del fatto che il loro paese, di lì a poco, sarà ancora protagonista, insieme a tanti altri, di un altro evento catastrofico: la natura farà il suo corso e l'opera dell'uomo intrappolerà ancora una volta molte persone in un destino crudele. Ma molti di loro non faranno neanche in tempo ad accorgesene.
Sono esattamente le 19:34 quando la terra sotto i loro piedi inizia a tremare. Un attimo, un momento, forse solo qualche secondo. La terra non si ferma... 90 secondi sembrano niente nell'arco di una sola ora, eppure in quel minuto e mezzo, sembra essere arrivata l'Apocalisse. La terra non smette di tremare, e il soffito inizia a cedere. Tutti cercano di ripararsi, di fuggire. Mentre i primi corrono verso l'esterno, la parete anteriore della Chiesa e il portale d'ingresso cedono alla forza della natura, e implodono sulla folla che corre verso l'esterno. Il panico sorprende tutti. Chi ha avuto la fortuna di mettersi in salvo riesce solo a udire le urla straziate di chi è rimasto all'interno e ha appena visto scomparire un proprio caro sotto le macerie. Il tempo non esiste più, non si riesce a pensare, non si sa cosa fare. La Chiesa sta crollando, e chi è rimasto all'interno non ha più vie di uscita. 11 sono gli adulti, 66 i bambini e gli adolescenti: la loro corsa si ferma all'interno dell'edificio, per sempre...


"Sciagurato": così venne etichettato l'intervento di restauro che avrebbe dovuto mettere in sicurezza la Chiesa e che invece la fece crollare al primo tremore. Interventi architettonici fatti male, soccorsi tardivi, mancanza di aiuto da parte delle istituzioni... Arriva sul posto Giovanni Paolo II, cerca di dar loro coraggio. Ma i balvanesi sono persone dure, determinate. Tutti hanno perso qualcuno sotto quelle macerie, ma tutti devono darsi da fare, perché Balvano deve essere ricostruita.
Oggi a Balvano è l'anno 31... Sì, perché lì ormai si è soliti raccontare il passato anteponendo al discorso "prima del terremoto" o "dopo il terremoto". Una medaglia d'oro al Merito Civile viene assegnata alla città, con la seguente motivazione: «In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione».
Chissà se questo basti a fare giustizia per quelle 77 anime volate via all'improvviso, insieme ad altre 3.000 strappate alla vita dalla furia terrestre e dall'incomprensibile e vergognoso lavoro di tanti costruttori.

mercoledì 26 ottobre 2011

26 ottobre - Maria Bergamas e il Milte ignoto

I dolori della guerra sono indicibili e insensati. Uno di questi è la consapevolezza di aver perso i propri cari senza la possibilità di poterli commemorare. Sono migliaia i militari e i civili morti nel corso dei conflitti bellici che non sono mai stati ritrovati, o perché dispersi o perché sepolti in fosse comuni o perchè i loro corpi furono ritrovati in condizioni talmente indegne da renderne impossibile l'identificazione.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, il colonnello Giulio Douhet propose di onorare i caduti italiani le cui salme non furono identificate con la creazione di un monumento al milite ignoto a Roma.

La tomba del Milite Ignoto venne creata nel complesso monumentale del Vittoriano in piazza Venezia. Sotto la statua della dea Roma sarebbe stata tumulata la salma di un soldato italiano sconosciuto, selezionata tra quelle dei caduti della Prima guerra mondiale.

Maria Bergamas (54 anni all'epoca) fu la donna scelta in rappresentanza di tutte le madri italiane che avevano perso un figlio durante il primo conflitto mondiale e che non ne conoscevano la locazione della sepoltura.


Risiedeva a Trieste all'inizio della Grande Guerra, e siccome la città faceva parte all'epoca dell'impero austro-ungarico, il figlio Antonio fu arruolato nell'esercito austriaco. Ma nel 1916 Antonio disertò, fuggì in Italia e si arruolò volontario nel Regio Esercito. Si seppe della sua morte durante un combattimento alle falde del monte Cimone, (tra il 16 e il 18 giugno 1916).

Dopo la Guerra, il 26 ottobre 1921, nella Basilica di Aquileia, Maria fu chiamata a scegliere il corpo di un soldato tra undici salme di caduti non identificabili, disposti in altrettante bare allineate. Le cronache dell'epoca descrivono l'evento come qualcosa di sconvolgente per gli occhi e per il cuore dei presenti. Davanti alla prima bara, la donna ebbe un mancamento. Depose il suo velo nero sulla seconda bara, "teneva una mano stretta al cuore mentre con l’altra si stringeva nervosamente le guance. Poi, sollevando in atto di invocazione gli occhi verso le imponenti navate, parve da Dio attendere che Ei designasse una bara. Con gli occhi sbarrati, fissi verso i feretri, in uno sguardo intenso, tremante, incominciò il suo cammino. Così... trattenendo il respiro, giunse di fronte alla penultima, davanti alla quale, oscillando sul corpo e lanciando un grido acuto, chiamando per nome il suo figliolo, si piegò e cadde prostrata ed ansimando in ginocchio abbracciando quel feretro. Il Milite Ignoto era stato scelto."


La salma prescelta fu posta all'interno del Monumento al Milite ignoto il 4 novembre 1921 a ricordo dei caduti della guerra.


Maria Bergamas morì nel 1952 e le sue spoglie, il 4 novembre del 1954, furono tumulate a fianco di quelle dei Militi ignoti nel Cimitero degli Eroi di Aquileia, dietro la Basilica. Fu quella l'ultima sepoltura avvenuta in quel Cimitero.

martedì 27 settembre 2011

27 settembre - La rivoluzione del web

Qualunque sia l'informazione che vogliamo trovare, oggi il web ci offre la possibilità di "ricercare" tra le centinaia di milioni di siti web presenti nella rete, elencandoci i risultati secondo criteri che possiamo definire noi stessi. Sembra normale attività quotidiana, eppure tutto questo era impossibile solo 15 anni fa. A ricordarcelo, la data di oggi, 27 settembre. Proprio in questa data, infatti, nel non lontano 1998 (solo 13 anni fa), due studenti dell'Università di Stanford, Larry Page e Sergey Brin, fondano la società Google Inc. Il primo prodotto sviluppato dalla società è un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web: pagine citate con un maggior numero di link = maggiore importanza delle pagine stesse. Oggi sembra banale: 13 anni fa fu l'invenzione del secolo!
Piccola curiosità: nello scegliere un nome che fosse rappresentativo del numero straordinario di informazioni presenti sul web, i due studenti pensarono a GOOGOL, un termine ideato nel 1938 dal matematico Edward Kasner, riferito al numero composto da 1 seguito da 100 zeri. Eppure, ironia della sorte, al momento della registrazione, il dominio risultava già assegnato. Così, Page e Brin dovettero ripiegare con l'attuale GOOGLE.

giovedì 8 settembre 2011

8 settembre - L'inizio del calcio moderno

L'8 settembre 1888, esattamente 123 anni fa, ha inizio l'era del calcio moderno.
Parte in Inghilterra la prima stagione della FIRST DIVISION, campionato di calcio in cui si affrontano, secondo la formula ancora in vigore oggi, 12 squadre di calcio: Accrington (Accrington), Aston Villa (Birmingham), Blackburn Rovers (Blackburn), Bolton Wanderers (Bolton), Burnley (Burnley), Derby County (Derby), Everton (Liverpool), Notts County (Nottingham), Preston North End (Preston), Stoke City (Stoke-on-Trent), West Bromwich Albion (West Bromwich), Wolverhampton Wanderers (Wolverhampton).
Risultò vincitrice del torneo il Preston North End, con 18 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte (in basso, la formazione del Preston). La squadra vinse il titolo anche nella stagione successiva, ma fino ad oggi non è più riuscita a ripetersi. Attualmente il Preston milita in Football League One, la terza serie calcistica inglese.